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L’impatto clinico della fibrillazione atriale è particolarmente rilevante nell’anziano. Il rischio di ictus ischemico nella popolazione con fibrillazione atriale, infatti, è 5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale con una diretta responsabilità di questa aritmia su circa il 20% di tutti gli eventi ischemici cerebrali sintomatici, percentuale che nei pazienti anziani ultraottantenni sale al 25-30% (1,2). La particolare suscettibilità dell’anziano a sviluppare fibrillazione atriale è in parte da ricondurre ai fenomeni di rimodellamento elettrico e anatomico a carico dell’atrio sinistro, legati anche alle modificazioni fisiologiche del miocardio atriale dovute alla senescenza (3). Infatti, dal punto di vista anatomico, nel paziente anziano si osserva una progressiva e costante deposizione di tessuto amiloide in atrio, con conseguente perdita di elasticità e contrattilità del miocardio e dilatazione della cavità cardiaca (3). Dal punto di vista elettrico, si verifica un diffuso rallentamento nella conduzione del potenziale elettrico e un aumento dei periodi refrattari dell’atrio, associato ad una riduzione della frequenza di scarica del nodo del seno (4). Le modificazioni del miocardio indicate rappresentano per lo più condizioni predisponenti che vengono amplificate nelle loro potenzialità aritmogeniche dalla cronica esposizione nel corso della vita ai diversi fattori di rischio cardiovascolare quali l’ipertensione arteriosa o il diabete mellito.

Le linee guida raccomandano lo screening opportunistico della fibrillazione atriale nelle popolazioni a rischio più elevato, quali i pazienti ipertesi o con sindrome delle apnee ostruttive e gli ultrasessantacinquenni (5). Le linee guida, inoltre, suggeriscono lo screening sistematico della fibrillazione atriale mediante elettrocardiogramma nei soggetti ultrasettantacinquenni ed in quelli ad elevato rischio di ictus (5).

In molte occasioni, nel paziente anziano, l’ictus embolico rappresenta l’evento con cui viene diagnosticata una fibrillazione atriale fino ad allora misconosciuta, in ragione della sua sintomatologia modesta, se non del tutto assente (1) (Tabella 1). Per questo motivo le linee guida supportano l’uso di tecniche di monitoraggio per lo screening della fibrillazione atriale nei soggetti a rischio (5). Sulla base di queste evidenze, le Linee Guida della European Society of Cardiology (ESC) per la diagnosi ed il management della fibrillazione atriale, considerano la possibilità di utilizzare ai fini della individuazione della fibrillazione atriale una registrazione elettrocardiografica anche a singola derivazione che abbia, tuttavia, una durata di almeno 30 secondi (5) (Figura 1). Questa possibilità appare senza dubbio interessante in quanto attualmente sono disponibili dispositivi di piccole dimensioni che, interfacciandosi con una smartphone attraverso una App dedicata, consentono di registrare un tracciato elettrocardiografico a 1 e a 6 derivazioni della durata di 30 secondi, in linea con quanto raccomandato dalle linee guida. Queste nuove opportunità tecnologiche, grazie alla semplicità d’uso e all’accuratezza dimostrata, consentono di estendere lo screening della fibrillazione atriale ad ampie fasce di popolazione, compresa quella geriatrica, maggiormente esposte al rischio sviluppare questa aritmia.

Bibliografia

  1. Lakshminarayan K, et al. Atrial fibrillation and stroke in the general medicare population: a 10- year perspective (1992 to 2002). Stroke 2006; 37(8):1969-74.
  2. Marinigh R, Lip GY, Fiotti N, et al. Age as a risk factor for stroke in atrial fibrillation patients: implications for thromboprophylaxis. Journal of the Ame- rican College of Cardiology 2010; 56(11):827-837.
  3. Rocken C, et al. An arrhythmogenic substrate for persistent atrial fibrillation. Circulation 2002; 106:2091-97.
  4. Kistler P, Sanders P, Fynn S et al. Electrophysiologic and Electroanatomic changes in the human atrium associated with age. JACC 2004; 44:109-16.
  5. Hindricks G, et al; ESC Scientific Document Group. 2020 ESC Guidelines for the diagnosis and management of atrial fibrillation developed in collaboration with the European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS): The Task Force for the diagnosis and management of atrial fibrillation of the European Society of Cardiology (ESC) Developed with the special contribution of the European Heart Rhythm Association (EHRA) of the ESC. Eur Heart J. 2021 Feb 1;42(5):373-498.
Figura 1
Tabella 1
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L’impatto clinico della fibrillazione atriale è particolarmente rilevante nell’anziano. Il rischio di ictus ischemico nella popolazione con fibrillazione atriale, infatti, è 5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale con una diretta responsabilità di questa aritmia su circa il 20% di tutti gli eventi ischemici cerebrali sintomatici, percentuale che nei pazienti anziani ultraottantenni sale al 25-30% (1,2). La particolare suscettibilità dell’anziano a sviluppare fibrillazione atriale è in parte da ricondurre ai fenomeni di rimodellamento elettrico e anatomico a carico dell’atrio sinistro, legati anche alle modificazioni fisiologiche del miocardio atriale dovute alla senescenza (3). Infatti, dal punto di vista anatomico, nel paziente anziano si osserva una progressiva e costante deposizione di tessuto amiloide in atrio, con conseguente perdita di elasticità e contrattilità del miocardio e dilatazione della cavità cardiaca (3). Dal punto di vista elettrico, si verifica un diffuso rallentamento nella conduzione del potenziale elettrico e un aumento dei periodi refrattari dell’atrio, associato ad una riduzione della frequenza di scarica del nodo del seno (4). Le modificazioni del miocardio indicate rappresentano per lo più condizioni predisponenti che vengono amplificate nelle loro potenzialità aritmogeniche dalla cronica esposizione nel corso della vita ai diversi fattori di rischio cardiovascolare quali l’ipertensione arteriosa o il diabete mellito.

Le linee guida raccomandano lo screening opportunistico della fibrillazione atriale nelle popolazioni a rischio più elevato, quali i pazienti ipertesi o con sindrome delle apnee ostruttive e gli ultrasessantacinquenni (5). Le linee guida, inoltre, suggeriscono lo screening sistematico della fibrillazione atriale mediante elettrocardiogramma nei soggetti ultrasettantacinquenni ed in quelli ad elevato rischio di ictus (5).

In molte occasioni, nel paziente anziano, l’ictus embolico rappresenta l’evento con cui viene diagnosticata una fibrillazione atriale fino ad allora misconosciuta, in ragione della sua sintomatologia modesta, se non del tutto assente (1) (Tabella 1). Per questo motivo le linee guida supportano l’uso di tecniche di monitoraggio per lo screening della fibrillazione atriale nei soggetti a rischio (5). Sulla base di queste evidenze, le Linee Guida della European Society of Cardiology (ESC) per la diagnosi ed il management della fibrillazione atriale, considerano la possibilità di utilizzare ai fini della individuazione della fibrillazione atriale una registrazione elettrocardiografica anche a singola derivazione che abbia, tuttavia, una durata di almeno 30 secondi (5) (Figura 1). Questa possibilità appare senza dubbio interessante in quanto attualmente sono disponibili dispositivi di piccole dimensioni che, interfacciandosi con una smartphone attraverso una App dedicata, consentono di registrare un tracciato elettrocardiografico a 1 e a 6 derivazioni della durata di 30 secondi, in linea con quanto raccomandato dalle linee guida. Queste nuove opportunità tecnologiche, grazie alla semplicità d’uso e all’accuratezza dimostrata, consentono di estendere lo screening della fibrillazione atriale ad ampie fasce di popolazione, compresa quella geriatrica, maggiormente esposte al rischio sviluppare questa aritmia.

Bibliografia

  1. Lakshminarayan K, et al. Atrial fibrillation and stroke in the general medicare population: a 10- year perspective (1992 to 2002). Stroke 2006; 37(8):1969-74.
  2. Marinigh R, Lip GY, Fiotti N, et al. Age as a risk factor for stroke in atrial fibrillation patients: implications for thromboprophylaxis. Journal of the Ame- rican College of Cardiology 2010; 56(11):827-837.
  3. Rocken C, et al. An arrhythmogenic substrate for persistent atrial fibrillation. Circulation 2002; 106:2091-97.
  4. Kistler P, Sanders P, Fynn S et al. Electrophysiologic and Electroanatomic changes in the human atrium associated with age. JACC 2004; 44:109-16.
  5. Hindricks G, et al; ESC Scientific Document Group. 2020 ESC Guidelines for the diagnosis and management of atrial fibrillation developed in collaboration with the European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS): The Task Force for the diagnosis and management of atrial fibrillation of the European Society of Cardiology (ESC) Developed with the special contribution of the European Heart Rhythm Association (EHRA) of the ESC. Eur Heart J. 2021 Feb 1;42(5):373-498.
Figura 1
Tabella 1

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